Il marchio Audi è stato fondato da August Horch nel 1909 dopo aver abbandonato la prima casa che portava il suo nome, la A. Horch & Cie. Non potendo utilizzare il proprio nome per la nuova August Horch Automobilwerke GmbH, cercò ispirazione nel latino, trovandola nella traduzione del suo nome, che in tedesco è imperativo del verbo horchen (ascoltare): nacque così la Audi-Werke a Zwickau.

I primi modelli, tutti rigorosamente in ordine alfabetico, ebbero subito successo tanto che le vetture Audi furono scelte dall’esercito tedesco, ma nel Dopoguerra arrivarono i primi flop di mercato. Di fronte all’inevitabile bancarotta, la maggior parte delle quote Audi fu rilevata dalla danese DWK, a sua volta in crisi con la grande depressione del 1929. Nel 1932 nacque il gruppo Auto Union che comprendeva altre due case sassoni in profonda crisi, la Horch e la Wanderer. Nacque così il logo dei Quattro Anelli incrociati. All’interno del gruppo le auto Audi faticarono a trovare un posizionamento adeguato, e allo scoppiare del secondo conflitto mondiale non furono più utilizzate per fini bellici.

Per i vent’anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, il marchio Audi praticamente scomparì. Auto Union-DWK si trasferì ad Ingolstadt e per tutti gli anni Cinquanta produsse auto col proprio nome fino a quando nel 1958 fu acquisito dal gruppo Daimler. Nel 1964 fu ceduto a Volkswagen che lo scelse per avere un brand di lusso nella propria offerta.

Dagli anni Ottanta, Audi è sinonimo di potenza, robustezza e lusso, riassumendo i principi cardine dell’automobile tedesca. Sotto la guida di Ferdinand Piech il nome Auto Union viene definitivamente sostituito con Audi e viene lanciata la trazione integrale Quattro con cui le auto si impongono subito nei campionati rally. Negli anni Novanta nascono modelli di grande successo come la A3 e la TT, e nel 2012 Audi acquista la casa motociclistica italiana Ducati.

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