Mazda CX-3 non è un’auto banale: dinamica, elegante, versatile, strizza l’occhio ad una clientela che nell’auto ama trovare valori come la cura dei dettagli e l’attenzione verso guidatore e passeggeri.

Valori che sono parte integrante della filosofia giapponese Jinba Ittai, che nella tradizione nipponica rappresenta l’unione tra cavallo e cavaliere. O - rapportato alla filosofia progettuale Mazda - un’idea nella quale auto e guidatore si muovono in perfetta armonia.

Presentata nel 2015, la CX-3 è stata aggiornata nel 2018 alla seconda generazione, che beneficia di alcuni aggiornamenti - estetici interni ed esterni - e di nuovi motori, più puliti e meno assetati di carburante. Abbiamo provato la Mazda CX-3 1.8 Skyactive-D 115 CV 2WD Exceed, ecco le nostre impressioni.

Mazda CX-3: gli esterni

Come tutti i recenti modelli della Casa di Hiroshima, anche la Mazda CX-3 presenta i tratti distintivi del “KODO - Soul of Motion”, la filosofia stilistica che punta ad eliminare il superfluo focalizzandosi sul design tradizionale giapponese. Il risultato è un design muscolare ma sempre e comunque elegante.

La carrozzeria del citycrossover giapponese è un connubio di proporzioni equilibrate tra i diversi volumi. Il lungo cofano anteriore sembra ghermire la strada, rispetto alla precedente generazione ha nuova calandra più verticale, incorniciata da una banda cromata che arriva fino ai nuovi gruppi ottici full LED.

Cromature che ritroviamo anche nei sottoposta latarali a contrasto con i profili in plastica nera. Ritoccata anche la coda, con le luci posteriori ora dotate di tecnologia LED e il diffusore che ingloba i due terminali di scarico cromati. Il colore della nostra CX-3 - il Soul Crystal Red - è un’azzeccatissima evoluzione del già noto e iconico Crystal Red, molto apprezzato dai clienti Mazda.

Lunga 4,28 metri, larga 1,77 e alta 1,53, la CX-3 rientra nel segmento dei SUV e crossover compatti. L’esemplare che abbiamo provato calza pneumatici Toyo Proxe R52 della misura 215/50 su cerchi in lega da 18 pollici.

Mazda CX-3: gli interni

Nell’abitacolo della Mazda CX-3 ritroviamo gli elementi distitivi del “KODO - Soul of Motion”: plancia dalle linee più pulite, nuova consolle centrale che ora ospita il freno di stazionamento elettrico, nuovo bracciolo anteriore e uno posteriore integrato con un portalattine.

Sulla plancia e sulle porte, una parte delle plastiche è rivestita in Alcantare con cuciture tono su tuono grigie, una combinazione che migliora ulteriormente il livello di qualità percepita. La manopola posta vicino alla leve del cambio consente di gestire il sistema infotainment in alternativa allo schermo touch da 7 pollici, posizionato al di sopra della plancia.

Il Mzd Connection è ora compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, disponibili come accessori. Il quadro strumenti analogico-digitale è ben leggibile, ed è arricchito dall’head-up display che si apre e chiude automaticamente all’avvio e allo spegnimento della vettura.

Il bagagliaio non è enorme, ma con una capacità standard di 350 litri - ampliabile fino a 1.260 litri con i sedili posteriori reclinati e caricando bagagli fino al tetto - è in linea con le concorrenti del segmento.

Per quanto riguarda i sistemi di assistenza alla guida, a bordo troviamo il sistema di frenata in città (Advanced Smart City Brake Support - SCBS), mentre il regolatore di velocità radar (Mazda Radar Cruise Control - MRCC) combina un radar a onde millimetriche con una telecamera anteriore di rilevamento.

Mazda CX-3: su strada

Pur non essendo un’auto sportiva, la Mazda CX-3 regala un elevato piacere di guida e sa essere appagante tanto nei tragitti urbani quanto nei lunghi trasferimenti fuori città. Merito della filosofia progettuale Jinba Ittai che - come dicevamo in apertura - mette il guidatore in simbiosi con la vettura.

Rispetto al già ottimo lavoro fatto sulla prima generazione, la seconda è stata aggiornata con una serie di migliorie sottopelle che hanno interessato l’escursione delle sospensioni - McPherson all’anteriore e ponte torcente al posteriore - oltre all’introduzione di una nuova barra stabilizzatrice posteriore e ai nuovi ammortizzatori anteriori.

Il motore turbodiesel 1.8 Skyactive-D da 115 CV e 270 Nm di coppia a 1.600 giri ha sostituito il precedente 1.5, migliorando sia le emissioni che i consumi. Un propulsore che gira “pieno” già dai bassi regimi senza particolari vibrazioni, merito dello smorzatore dinamico delle frequenze di vibrazione sullo spinotto di ciascun pistone.

Abbinato al cambio manuale a 6 rapporti ha affrontato in scioltezza sia il traffico urbano che i trasferimenti extraurbani, facendosi trovare sempre pronto, anche nell’eventualità di qualche veloce sorpasso. Rispetto al “vecchio” 1.5, in ripresa e in allungo si percepisce una spinta più vigorosa.

La prova ha confermato le ottime qualità dinamiche della Mazda CX-3, esaltate dai nuovi ammortizzatori anteriori maggiorati, dalla nuova taratura della barra stabilizzatrice posteriore e dall’affinamento del sistema G-Vectoring Control, che sfrutta il motore e la coppia per migliorare il comportamento del telaio.

Anche nelle curve più marcate e nell’handling, il city crossover giapponese ha messo in luce un’ottima tenuta di strada. Ottimi anche i consumi: abbiamo rilevato un consumo medio di 18,2 km/l, ma in extraurbano non è difficile sfiorare i 20.

Mazda CX-3: il prezzo della versione provata

Il listino della Mazda CX-3 parte dai 21.470 euro della versione benzina 2.0 Skyactive-G 2WD in allestimento Evolve. La versione da noi provata è la Mazda CX-3 2018 1.8L 115 CV Skyactiv-D 2WD 6MT Exceed, dotata dei seguenti accessori: i-Activesense Pack, Leather Pack White e vernice Soul Crystal Red, per un prezzo di listino di 29.520,00 euro chiavi in mano.

Valutando la dotazione della vettura - con particolare riferimento alla sicurezza - la qualità dei materiali e l’esperienza di guida che offre, possiamo affermare che il prezzo è allineato al valore della CX-3.