Mirafiori, quarta settimana di cassa integrazione dal 9 al 13 novembre: manca il chip della centralina N3 GSE di Pandina e 500 ibrida

Tommaso Giorgi

6 Novembre 2026 - 10:00

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Stellantis attribuisce lo stop a un componente non consegnato, forse da Marelli, e prevede effetti fino a dicembre; per la Fiom è «un alibi» che copre la domanda debole della 500. A ottobre le immatricolazioni della Pandina sono scese del 29% rispetto a settembre.

Stellantis ferma di nuovo le carrozzerie di Mirafiori, a Torino, dove si costruiscono la Fiat 500 elettrica e la 500 ibrida. Da lunedì 9 a venerdì 13 novembre 2026 scatta un’altra settimana di cassa integrazione (CIG), la quarta consecutiva. Come riporta Quattroruote, l’azienda ha comunicato il nuovo fermo ai sindacati: la notizia è uscita giovedì 5 novembre.

Secondo Stellantis manca un componente della centralina del motore tre cilindri N3 GSE, prodotto a Termoli. Lo stesso motore equipaggia anche la Fiat Pandina, costruita a Pomigliano d’Arco, quindi il problema non resta confinato a Torino.

Domanda debole o componenti: perché Mirafiori è ferma

Sulle cause del fermo circolano due versioni. Un portavoce di Stellantis, citato da MotorBox che riprende Reuters, ha detto che le prime due settimane di stop, partite a metà ottobre, erano dovute alla domanda troppo debole. Quella in corso, dal 2 al 6 novembre, e la prossima dipendono invece dalla mancanza dei chip delle centraline motore.

Secondo Quattroruote, Stellantis Italia parla di un fornitore che non ha consegnato il componente. Ne sono derivati «importanti blocchi produttivi su alcuni modelli Fiat», con un impatto sulla Pandina definito «particolarmente significativo». Il gruppo prevede che Mirafiori resti coinvolta anche a novembre e dicembre e non esclude fermi a Pomigliano né sospensioni temporanee negli stabilimenti italiani che producono componenti dei motori, Termoli compreso. Stellantis e Fiat dicono di lavorare per «individuare soluzioni alternative» e per «ripristinare progressivamente la normale operatività».

La Fiom-Cgil la legge diversamente. «Riteniamo come al solito che sia un alibi», ha detto il sindacato, citato da MF Milano Finanza: per la Fiom il problema vero resta la scarsa domanda della 500. Il calo produttivo arriva anche alla Meccanica di Mirafiori, dove secondo MotorisuMotori oltre 400 lavoratori sono in cassa integrazione dal 2 all’8 novembre perché si producono meno Pandina e 500 Hybrid.

Il fornitore sospettato: Marelli, ma senza conferme

Stellantis non ha fatto il nome del fornitore. Secondo askanews, ripresa da CanaleUno, fonti non nominate indicano Marelli, l’ex Magneti Marelli, che non avrebbe consegnato le centraline del motore N3 GSE. Né Marelli né Stellantis hanno commentato. Marelli è controllata dai creditori e da sedici mesi è negli Stati Uniti in Chapter 11, la procedura di ristrutturazione del debito sotto la tutela del tribunale.

Quattroruote aggiunge che, secondo indiscrezioni di stampa, Marelli aspetterebbe a sua volta i microprocessori da un’altra azienda. MotorisuMotori precisa però che le informazioni disponibili non dimostrano un legame diretto tra il Chapter 11 e la mancata fornitura, e il nome del fornitore per ora non è confermato.

L’effetto sulle immatricolazioni di ottobre

Secondo MotorBox, la stessa Stellantis ammette che i problemi si sono già visti sulle vendite di ottobre, soprattutto per la Pandina. MotorisuMotori riporta che le immatricolazioni della citycar sono scese del 29% rispetto a settembre. La Pandina resta comunque l’auto più venduta in Italia: secondo SicurAuto, su dati Dataforce, a ottobre ne sono state immatricolate 7.198, nonostante la disponibilità limitata.

Il gruppo nel complesso ha fatto peggio del mercato auto di ottobre, cresciuto del 4,8% a 131.921 vendite. Stellantis, Leapmotor inclusa, si è fermata a 31.865 immatricolazioni, con una quota del 24,2%. MotorisuMotori parla di un calo del 5,5% sull’anno, che diventa -9,5% senza Leapmotor, e per SicurAuto è il primo mese del 2026 in cui Stellantis perde sia volumi sia quota. Il marchio Fiat ha immatricolato 12.259 auto, con una quota del 9,3%, ma da inizio anno è ancora a +27,2%. Il rallentamento arriva poche settimane dopo i conti del terzo trimestre e dopo le oscillazioni del titolo Stellantis in Borsa di fine ottobre.

La vertenza sulle ferie: i sindacati non firmano

Come scrive MF Milano Finanza, nessun sindacato ha firmato l’accordo sul nuovo fermo. Il nodo sono i ratei di ferie e permessi: i sindacati temono che a novembre le giornate non lavorate superino il 50% del mese, soglia oltre la quale i dipendenti potrebbero non maturare quei diritti, e l’azienda ha respinto la richiesta di garantirli. «Abbiamo chiesto che ci fosse la maturazione del rateo, così come era previsto prima», ha spiegato Gianni Mannori, responsabile Fiom per il polo torinese, che definisce la situazione «problematica e drammatica».

Secondo TorinoSud, anche la Fim-Cisl di Torino e Canavese è preoccupata per il calo produttivo, la domanda debole e una carenza di componenti elettronici che può toccare altri reparti. Le sigle chiedono investimenti e l’assegnazione di un altro modello a Mirafiori, dove la nuova 500 ibrida è entrata in produzione a fine 2025.

Cosa cambia per chi aspetta una Pandina o una 500 ibrida

Chi ha ordinato una delle due auto, o pensa di comprarla, ha poche certezze. Dalle fonti emergono questi punti:

  • entrambe montano il motore N3 GSE, la cui centralina è al centro della carenza;
  • Stellantis prevede effetti anche a novembre e dicembre e per la Pandina parla di un impatto «particolarmente significativo»;
  • l’azienda non ha indicato una data di ripartenza e sta cercando soluzioni alternative per il componente;
  • a ottobre la Pandina è stata venduta con disponibilità limitata.

Nessuna fonte indica i tempi di consegna ai clienti né quando la produzione tornerà normale; chi ha un ordine aperto può chiedere aggiornamenti alla concessionaria. Il prossimo passaggio da seguire sono le comunicazioni di Stellantis ai sindacati sulle settimane successive al 13 novembre.

Fonti: Quattroruote, MF Milano Finanza, MotorBox, Reuters, TorinoSud, MotorisuMotori, askanews, CanaleUno, SicurAuto, Dataforce

Foto: © M 93, CC BY-SA 3.0 de, via Wikimedia Commons

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