Mercato auto ottobre 2026: +4,8% a 131.921 immatricolazioni, crescono km zero e noleggio a breve, elettriche al 6,1%
Il mercato cresce per l’undicesimo mese consecutivo, ma a metà del ritmo di settembre (+9,9%): perde quota il noleggio a lungo termine e calano le società, mentre le autoimmatricolazioni toccano il 14,3%. Le plug-in salgono al 12,7%, la Fiat Pandina è prima e Stellantis cala del 9,4%.
A ottobre 2026 in Italia sono state immatricolate 131.921 auto, il 4,8% in più delle 125.864 di ottobre 2025. Lunedì 2 novembre l’UNRAE (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri) ha diffuso i dati: è l’undicesimo mese consecutivo in crescita, con un ritmo dimezzato rispetto al +9,9% di settembre.
Da gennaio a ottobre le immatricolazioni sono 1.400.991, l’8,3% in più delle 1.293.406 dello stesso periodo del 2025. Rispetto al 2019, l’ultimo anno prima della pandemia, mancano però oltre 224.000 auto (-13,8%). UNRAE ha alzato la stima per tutto il 2026 a 1.640.000 immatricolazioni (+7,5%) e per il 2027 prevede 1.585.000 auto (-3,4%). Il comunicato dell’associazione si intitola «Mercato vetture Italia: ottobre a +4,8% (131.921) ma la transizione resta ferma ai box».
Km zero e noleggio a breve spingono, frenano noleggio a lungo e società
Secondo UNRAE i privati salgono al 57,6% del mercato (+0,8 punti). Le autoimmatricolazioni, cioè le auto targate da concessionari e case e poi rivendute come km zero, arrivano nel mese al 14,3%, contro l’11,6% da inizio anno, e come riporta MotorBox crescono sia nei numeri sia in quota. Il noleggio a breve termine vale solo il 3,7% del mercato, ma ha più che raddoppiato i volumi.
Il noleggio a lungo termine scende al 18,5% (-3 punti), con volumi in calo di circa il 10%. Secondo MotorBox il calo viene dalle captive, le società di noleggio controllate dalle case, mentre i grandi noleggiatori crescono. Anche le società perdono qualcosa e si fermano al 6,0%. Per Il Fatto Quotidiano la crescita poggia ancora in parte su promozioni e km zero. Lo stesso giornale cita il Centro Studi Promotor: l’indice di fiducia dei concessionari è sceso da 39,3 a 35,2 e solo il 5% di loro prevede più consegne.
Elettriche al 6,1% dopo gli incentivi, plug-in al 12,7%
Le auto elettriche (BEV) scendono al 6,1% del mercato, dal 7,6% di settembre, e restano sopra il 5,0% di ottobre 2025 indicato da Motorionline. Secondo Il Fatto Quotidiano il calo è arrivato dopo la fine dei fondi per gli incentivi del MASE (ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica). Le ibride plug-in (PHEV) salgono al 12,7%, dall’11,1% di settembre e dal 7,4% di un anno fa. Motorionline rileva che più del 43% delle plug-in immatricolate va al noleggio a lungo termine.
Le ibride non ricaricabili restano le più scelte con il 49,0% (+3,2 punti), divise tra mild hybrid (29,4%) e full hybrid (19,6%). Le benzina scendono al 17,8% (-5 punti), le GPL sono al 9,0% e le diesel chiudono la classifica con il 5,3%. Le auto vendute a ottobre emettono in media 107,0 g/km di CO2 (-4,5%).
Il presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, dice che «gli italiani non vanno convinti: vanno messi nelle condizioni di scegliere la transizione». Pietrantonio definisce «omeopatica», cioè troppo debole per avere effetto, la misura del DDL di Bilancio sulle auto di agenti e rappresentanti di commercio. Come riporta Motorionline, la misura porta a 35.000 euro il tetto di costo deducibile e alza dall’80% al 90% la deducibilità di elettriche e ibride. Le flotte aziendali restano escluse e UNRAE chiede di rivedere le tasse sulle auto aziendali. Per Federauto, l’associazione dei concessionari, la crescita delle ibride e le difficoltà delle elettriche mostrano che le politiche UE devono essere più neutrali sulla tecnologia.
Pandina prima, Stellantis in calo e marchi cinesi in avanzata
Nella classifica dei modelli di NewsAuto, su dati UNRAE, la Fiat Pandina è prima con 7.191 auto. Seguono Dacia Sandero (4.222), Jeep Avenger (3.961), Toyota Yaris Cross (3.858), MG ZS (3.006), Toyota Yaris (2.941), Citroën C3 (2.930), Renault Clio (2.827), la plug-in BYD Seal U DM-i (2.588) e Toyota Aygo X (2.509).
Per Stellantis il primo posto della Pandina non compensa il resto della gamma. Secondo i dati UNRAE riportati da MotorBox, il gruppo immatricola 30.334 auto (-9,4%): Fiat cresce del 6,11%, mentre perdono Peugeot (-12,58%), Opel (-30,91%), Alfa Romeo (-36,57%) e Lancia (-42,16%). Dei conti del gruppo nel terzo trimestre in Europa abbiamo scritto a parte. Calano anche il gruppo Volkswagen (20.372, -6,15%) e il gruppo Renault (12.929, -5,02%).
SicurAuto ha pubblicato un secondo conteggio, fatto da Dataforce sui dati del MIT (ministero delle Infrastrutture e dei trasporti), che non coincide con quello UNRAE perché i dati sono elaborati in modo diverso. Dataforce conta 132.416 immatricolazioni (+4,67%), il noleggio a breve a +91,12% e Stellantis a -5,63%. Nel suo conteggio BYD immatricola 6.007 auto ed entra tra i primi dieci marchi, MG cresce del 41,74% e il gruppo Chery (Omoda, Jaecoo, Lepas) passa da 1.831 a 5.171 auto.
Cosa cambia per chi deve comprare un’auto
Con le autoimmatricolazioni al 14,3% del mercato, nei concessionari ci sono più auto a km zero, cioè già targate ma mai usate da un cliente. Chi ne valuta una può controllare come funziona la garanzia sulle auto a km zero. Oltre il 43% delle plug-in passa dal noleggio a lungo termine. Chi compra un’elettrica oggi lo fa senza gli incentivi del MASE, che secondo Il Fatto Quotidiano sono esauriti; per Motorionline più della metà delle elettriche (54%) va comunque ai privati. I dati di novembre diranno se le km zero continuano a sostenere il mercato e come si muovono le elettriche.
Fonti: comunicato UNRAE, MotorBox, Motorionline, QN Motori, Il Fatto Quotidiano, NewsAuto, SicurAuto, Dataforce, Centro Studi Promotor
Foto: Alexander-93, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
© RIPRODUZIONE RISERVATA