Bollo auto, la manovra 2027 punta a rendere strutturale l’esenzione fino a 80 kW: oggi vale solo per le scadenze del 2027

Alex Laudardi

30 Ottobre 2026 - 10:07

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Il disegno di legge di Bilancio approvato il 28 ottobre dal Consiglio dei ministri prevede di estendere agli anni successivi l’esenzione per i veicoli fino a 80 kW (circa 109 CV), che oggi copre solo i pagamenti con scadenza nel 2027 e poggia su un decreto ancora da convertire. Il costo indicato è di circa 2,2 miliardi di euro l’anno e il beneficio spetta a un solo veicolo per persona fisica.

Mercoledì 28 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio 2027. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato che l’esenzione dal bollo per i veicoli fino a 80 kW (circa 109 CV) diventerà strutturale. La base resta la regola introdotta a settembre, che oggi vale solo per i pagamenti del 2027. Per capire chi non pagherà il bollo dal 2027 bisogna quindi distinguere ciò che è già in vigore da ciò che è ancora un annuncio.

Cosa è già legge e cosa è ancora un annuncio

La norma in vigore è l’articolo 2 del decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 17 settembre 2026 e in vigore dal giorno successivo. Come ogni decreto-legge, il Parlamento deve convertirlo entro 60 giorni dalla pubblicazione, come prevede l’articolo 77 della Costituzione. Secondo Il Sole 24 Ore, il testo è passato in commissione Finanze della Camera senza modifiche.

Il decreto riguarda solo i versamenti con scadenza ordinaria nel 2027. Nelle risposte pubblicate dall’ACI su L’Automobile si legge che il decreto non prevede un’abolizione permanente e che per i pagamenti dal 2028 servono nuove norme. Questo è il compito della manovra. Meloni ha parlato di una misura «strutturale e permanente». Come ricorda alVolante, però, i dettagli dipenderanno dal testo definitivo approvato dal Parlamento. Motor1 Italia aggiunge che la misura resterebbe permanente salvo diverse decisioni dei governi futuri.

Quanti veicoli riguarda e quanto costa

Secondo Il Sole 24 Ore il perimetro resta quello di settembre: auto, moto e ciclomotori fino a 80 kW, circa il 70% del parco circolante. Cambia solo la durata. Secondo Motor1 Italia i veicoli coinvolti sono circa 13,2 milioni. Il costo indicato è di circa 2,2 miliardi di euro l’anno, la cifra che serve a compensare le Regioni, alle quali va il tributo. Tra le possibili coperture ci sono le targhe personalizzate, che secondo Meloni avranno un costo.

Le auto oltre 80 kW restano escluse. Secondo Motor1 Italia, Meloni non ha parlato di estendere l’esenzione ai veicoli più potenti. In Parlamento circolano però due proposte. Fratelli d’Italia, con Marco Osnato (presidente della commissione Finanze della Camera), vorrebbe esentare le famiglie con almeno quattro figli per le auto da 6 a 9 posti fino a 133 kW (circa 181 CV). Forza Italia propone di estendere l’esenzione a tutte le famiglie. Il Sole 24 Ore spiega che eventuali allargamenti passerebbero dalla legge di Bilancio, non da emendamenti al decreto. Oggi nessuna delle due proposte è approvata.

Per un ordine di grandezza, alVolante cita un’auto da 70 kW (95 CV) con la tariffa base di 2,58 euro per kW, valida per le classi da Euro 4 a Euro 6: 180,60 euro l’anno. L’importo varia da Regione a Regione e in base alle eventuali maggiorazioni.

Cosa cambia per chi guida: la verifica passo per passo

  • Controllare la potenza. Sul libretto, cioè il documento di circolazione, la voce P.2 riporta la potenza netta massima in kW: rientrano i valori fino a 80 kW compresi. Per le ibride conta la potenza del motore termico. Money.it consiglia di controllare sempre il libretto, perché versioni diverse dello stesso modello possono avere potenze diverse. Qui la guida su come controllare quanti kW ha l’auto.
  • Verificare l’alimentazione. L’ACI indica le auto a benzina o gasolio, anche abbinate ad altra alimentazione. Le bifuel benzina/GPL (gas di petrolio liquefatto) o benzina/metano sono coerenti con il testo, ma va controllata l’alimentazione omologata. Le auto solo elettriche non rientrano in questa misura. Età del veicolo e classe Euro non contano, ma il veicolo deve essere regolarmente assicurato.
  • Capire quale veicolo è esente. Vale la regola di «un solo mezzo agevolato per persona fisica». Con più auto intestate è esente la meno potente; a parità di kW, quella con il bollo più basso. La scelta non è libera. Chi ha un’auto fino a 80 kW e una moto ottiene il beneficio sull’auto. È la regola per chi ha due o più veicoli intestati. Due auto intestate a due persone diverse possono essere entrambe esenti.
  • Guardare la scadenza. Conta il termine ordinario di pagamento, non la data in cui si paga. Un bollo con scadenza a gennaio 2027 può rientrare. Secondo l’ACI, invece, «un bollo dovuto nel 2026 non diventa esente versandolo in ritardo nel 2027» e non sono previsti rimborsi automatici per i mesi del 2027 già coperti. Autoblog aggiunge che chi paga in ritardo va incontro alle conseguenze previste e non può togliere dall’importo la quota riferita al 2027.
  • Verificare chi è il titolare. L’esenzione riguarda solo le persone fisiche. Le società sono escluse e guidare un’auto aziendale non dà diritto all’esenzione. Leasing e noleggio possono rientrare se il bollo lo paga una persona fisica. Una partita IVA individuale non esclude in automatico. Non ci sono limiti di reddito né di ISEE (l’indicatore della situazione economica).

Le modalità restano da definire. L’articolo 2 non dice se servirà una domanda o se l’esenzione sarà automatica: conviene informarsi presso la propria Regione e i servizi ACI. Nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome serve un accordo specifico. Chi ha la domiciliazione bancaria non è tenuto a revocarla, ma è utile chiedere come verrà gestita. La nuova misura va distinta dalle agevolazioni già esistenti.

Le cose da sapere

  • Oggi è in vigore solo l’esenzione per le scadenze ordinarie del 2027, con un decreto ancora da convertire.
  • La conferma per gli anni successivi è nel disegno di legge di Bilancio e dipende dal voto del Parlamento.
  • L’esenzione vale per un solo veicolo per persona: quello meno potente, fino a 80 kW alla voce P.2.
  • Se si vende o si rottama il veicolo nel 2027, il beneficio non passa in automatico alla nuova targa.

Il primo passaggio da seguire è la conversione del decreto n. 162 entro i 60 giorni previsti; poi l’esame della manovra in Parlamento, dove si deciderà anche sulle proposte di estensione alle famiglie.

Fonti: Il Sole 24 Ore, alVolante, Motor1 Italia, L’Automobile (ACI), Autoblog, Money.it, Gazzetta Ufficiale

Foto: Charles from Port Chester, New York, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

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