Ferrari, 3.368 consegne nel terzo trimestre: Italia +31% a 240 auto, Cina a 60. Ibride al 32,5%, ordini fino al 2028
Tra luglio e settembre Ferrari ha consegnato poco meno auto di un anno fa: crescono Regno Unito e Medio Oriente, calano Germania e Francia. La produzione 2027 della Luce elettrica, con le prime consegne attese entro fine anno, è già tutta assegnata.
Nel terzo trimestre 2026 Ferrari ha consegnato 3.368 auto, contro le 3.401 dello stesso periodo del 2025. I numeri sono nel rapporto trimestrale depositato alla SEC (la Securities and Exchange Commission, l’autorità di vigilanza della Borsa statunitense), pubblicato martedì 3 novembre. Il totale è quasi fermo, mentre tra i singoli mercati le differenze sono forti: l’Italia sale a 240 auto, la Germania e la Cina continentale scendono.
Dove sono finite le Ferrari consegnate
In base ai dati del rapporto, l’Italia passa da 183 a 240 consegne, +31,1%. In proporzione cresce di più il Regno Unito (da 99 a 149, +50,5%), mentre il Medio Oriente sale da 186 a 213 (+14,5%). In Europa il calo più forte è quello della Germania, da 336 a 238 auto (-29,2%). Perde terreno anche la Francia, da 165 a 127 (-23,0%). L’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) chiude a 1.487 consegne, il 2,6% in più.
Le Americhe restano stabili a 1.050 auto, di cui 925 negli Stati Uniti (erano 918). In Asia il resto dell’area Asia-Pacifico sale da 659 a 688, mentre Cina continentale, Hong Kong e Taiwan scendono da 248 a 143 (-42,3%). La sola Cina continentale passa da 153 a 60 auto (-60,8%) e il suo peso sul totale scende dal 4,5% all’1,8%. Il rapporto non spiega nello specifico questo calo: per l’intera distribuzione geografica rimanda a «una strategia di allocazione volta a preservare l’esclusività del marchio» e segnala in quell’area ricavi auto in calo di 68 milioni di euro. Nei primi nove mesi le consegne complessive sono 10.170, il 3,0% in meno rispetto alle 10.488 dello stesso periodo del 2025.
Quali modelli crescono e quali escono di produzione
Secondo il rapporto, il volume stabile dipende da quella che Ferrari chiama «l’esecuzione del cambio di gamma pianificato». Salgono le consegne di Amalfi, 296 Speciale, 12Cilindri Spider e Purosangue, continuano a crescere 849 Testarossa e 296 Speciale Aperta e sono partite le prime consegne della 849 Testarossa Spider.
Calano invece, come previsto, Roma Spider, 296 GTS e la famiglia SF90 XX, arrivate a fine produzione. La 296 GTB aveva già chiuso il suo ciclo di vita nel primo semestre 2026. Per la F80, la supercar a tiratura limitata, il rapporto indica consegne in linea con i piani. I modelli storici restano un capitolo a parte, raccontato nella classifica delle Ferrari più costose al mondo. Secondo quanto riporta Affaritaliani, l’amministratore delegato Benedetto Vigna attribuisce a F80 e personalizzazioni il merito di sostenere «la robusta crescita finanziaria».
Ibride al 32,5%, l’obiettivo resta il 40-40-20
Nel trimestre la gamma consegnata contava sei modelli con motore termico e otto ibridi. Le ibride valgono il 32,5% delle consegne, le termiche il 67,5%. Sui nove mesi il rapporto conta sei termiche e nove ibride, con una quota ibrida del 31,1%. Finora nessuna elettrica è stata consegnata: le prime consegne della Luce sono attese entro fine anno.
Il piano industriale punta a un mix di 40% termiche, 40% ibride e 20% elettriche. Come riporta Quattroruote, che ha seguito la conference call sui risultati, Vigna ha spiegato che «per fare 40-40-20 devi lavorare e dare continuità».
La Luce elettrica e i tempi d’attesa
Sulla Luce, la prima Ferrari elettrica, Vigna ha detto di non avere «alcuna criticità sul lato della produzione e neppure su quello della domanda». Sempre secondo Quattroruote, la produzione procede come previsto e le prime consegne sono attese entro la fine del 2026. Anche il 2027 è coperto: «Tutto ciò che pianifichiamo di vendere l’anno prossimo è già tutto allocato», ha detto l’amministratore delegato. Secondo Vigna, la Luce raccoglie più consenso dove la rete di ricarica è più sviluppata.
Cosa cambia per chi vuole una Ferrari
Chi oggi vuole ordinare un’auto di Maranello deve mettere in conto l’attesa: secondo Vigna, citato da Forbes Italia e da Quattroruote, il portafoglio ordini arriva al 2028. Intanto la gamma cambia. Roma Spider, 296 GTS e SF90 XX sono a fine produzione e la 296 GTB non si produce più, mentre salgono le consegne di Amalfi, 296 Speciale, 12Cilindri Spider, Purosangue, 849 Testarossa e 296 Speciale Aperta. Vigna ha annunciato altri due lanci entro il 2026. Per la Luce, secondo Vigna, la produzione del 2027 è già allocata.
I conti in sintesi
Secondo Forbes Italia e Affaritaliani, nel trimestre i ricavi netti sono saliti a 1,896 miliardi di euro (+7%, +10% a cambi costanti). L’EBITDA, il margine operativo lordo, è stato di 753 milioni, con un margine del 39,7% (era 37,9%), e l’utile netto di 431 milioni (+13%). Dopo luglio, Ferrari alza per la seconda volta le previsioni per il 2026: ora indica ricavi per circa 7,65 miliardi (prima 7,60) e un utile diluito per azione adjusted di almeno 9,85 euro. Tra le ipotesi alla base delle stime ci sono personalizzazioni più forti del previsto e un effetto cambi meno negativo, e le stime tengono conto della visibilità attuale sugli effetti della crisi in Medio Oriente. In Borsa il titolo è sceso fino al 4,75% subito dopo la diffusione dei conti e poi ha recuperato, come ricostruisce Money.it. Il prossimo passaggio da seguire sono le prime consegne della Luce ai clienti, attese entro fine anno insieme ai due lanci annunciati.
Le cose da sapere
- Consegne del trimestre: 3.368 auto contro 3.401; nei nove mesi -3,0%.
- Italia +31,1% e Regno Unito +50,5%; Germania -29,2% e Cina continentale da 153 a 60 auto, secondo i calcoli sui dati del rapporto.
- Ibride al 32,5% delle consegne; l’obiettivo del piano è 40% termiche, 40% ibride e 20% elettriche.
- La Luce elettrica arriverà ai clienti entro fine 2026 e la produzione 2027 è già allocata.
- Ordini coperti fino al 2028 e altri due lanci previsti entro l’anno.
Fonti: Ferrari N.V. (Interim Report SEC), Quattroruote, Forbes Italia, Affaritaliani, Money.it
Foto: Loco Steve, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
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