Dacia Days 2023: alla scoperta dei luoghi dove nascono i modelli attuali e futuri

Marco Lasala

23 Giugno 2023 - 15:06

condividi

Un dietro le quinte estremamente interessante, siamo andati in Romania alla scoperta dei segreti che rendono ogni nuovo modello Dacia, un’auto di successo.

Dacia è un marchio sinonimo di qualità e convenienza, un marchio che anche grazie all’apporto tecnologico e all’esperienza della Renault, ha saputo crescere e raggiungere una maturità tale, da potersi contendere e conquistare importanti quote di mercato.

Dacia nasce in Romania nel 1966, un nome, una identificazione che ha lontane radici, infatti oltre 2.000 anni fa, Dacia comprendeva non solo la Romania ma anche i Paesi confinanti.

Nel 1999 il Marchio rumeno è stato acquistato dal Gruppo Renault, è in questa fase che il salto qualitativo e progettuale è evidente, così a distanza di pochi anni dall’acquisizione del colosso automobilistico francese, viene sfornata la prima Logan, vettura coniata con il claim “Una vera democratizzazione dell’accesso alle auto nuove”.

Acquistare una Dacia non è più solo una questione di budget

Il classico pensiero che negli anni ’90, identificava chi acquistava una Dacia, poco budget, scelta obbligata, invece a distanza di decenni, tutto è stato orgogliosamente smantellato, il “best value for money” ovvero il miglior rapporto prezzo/qualità che contraddistingue tutti i modelli Dacia è innegabile.

Qualche dati aiuta a capire quanto l’evoluzione nel corso del tempo sia stata marcata, evidente e progressiva:

  • Dacia Logan è stata venduta a partire dal 2004 in oltre 2 milioni di esemplari
  • Dacia Sandero è stata presentata nel 2008, dopo quattordici anni di commercializzazione è stata venduta in 2,8 milioni di esemplari
  • Dacia Duster è un successo senza precedenti: lanciato nel 2010, sono oltre 2,2 milioni le unità vendute.

Dacia: un ottimo rapporto prezzo/qualità

Un piano strategico che ha dato nuova linfa vitale a un brand che ha così potuto esprimere il suo vero potenziale, proporre al grande pubblico un’auto essenziale, ridefinendo continuamente ciò che lo è.

Perché se un tempo il cambio automatico in casa Dacia non era previsto in quanto ritenuto poco utile, oggi è una realtà sul Duster, se l’alimentazione ibrida leggera era lontana anni luce dalla gamma Dacia, oggi con la Jogger, è una soluzione vincente.

Ragionare, mettersi in discussione, crescere e imporsi sul mercato, la vera forza di Dacia è quella di non dare nulla per scontato, mantenendo fede al suo DNA, a quel “value for money” che poi è stata la sua carta vincente, ma proponendo tecnologie attuali e soprattutto utili.

In Dacia affermano che quattro sono stati i pilastri che hanno reso solide le basi di un Marchio che più di ogni altro, è vincente:

  • Design to cost: una strategia rivoluzionaria quella applicata da Dacia, i suoi ingegneri hanno completamente riprogettato la piattaforma della Renault Clio, trasformandola nella nuova Sangero, tutto ciò al fine di sfruttare ciò che era in casa, senza andare alla ricerca di tecnologie inutili e dispersive in termini di costi
  • Leggerezza, una Dacia è un’auto fondamentalmente leggera, il suo motore è mediamente meno potente rispetto alla concorrenza, ciò rende una Sandero, una Duster o una Jogger più parca nei consumi e meno inquinante (meno CO2)
  • Efficienza industriale: modelli semplici, gli stabilimenti funzionano a pieno regime su tre turni
  • Business Model: il giusto prezzo per modelli facili anche da vendere, l’alto valore residuo porta a fidelizzare il cliente.

Dacia e la strategia del “the best value for money”

Quattro modelli, Sandero, Duster, Spring e Jogger, una gamma completamente rinnovata, un’offerta che è tra le più “giovani” sul mercato, con il lancio della nuova brand identity, è stato presentato il nuovo logo, ma anche le nuove colorazioni carrozzeria, i 625 showroom Dacia sono stati completamente riprogettati esternamente per rispecchiare questo cambiamento.

Durante la visita allo stabilimento Dacia in Romania, diversi gli highlights che hanno lasciato il segno, prima di tutto l’estrema coordinazione di ogni reparto, è impressionante come dalla lavorazione delle lamiere alla costruzione degli interni, passando per l’assemblaggio della meccanica, tutto funzioni come in una splendida orchestra.

Pulizia dei reparti, coordinazione ma anche e soprattutto qualità degli assemblaggi, il controllo qualità agisce costantemente verificando che tutto funzioni e sia installato al meglio, sembra quasi un meccanismo di un orologio che funziona senza alcun intoppo.

Cosa accadrà in futuro in casa Dacia?

Ecco la roadmap Dacia:

  • nel 2024 arriverà un restyling completo della Spring
  • nel 2025 debutterà il maxi SUV da segmento C basato su Bigster Concept
  • allo studio due nuovi modelli da segmento C che nasceranno sulla piattaforma CMF-B, il fine è quello di aumentare il fatturato Dacia del 50%.

Argomenti

# Dacia

© RIPRODUZIONE RISERVATA