Automotive Country Trends 2024: le previsioni dell’osservatorio sulla mobilità di Arval

Redazione Motori

25 Gennaio 2024 - 12:15

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I trend economici e le previsioni 2024 per il mercato automotive nel nuovo white paper di Arval Mobility Observatory.

Si chiama ACT24, ovvero Automotive Country Trends 2024, ed è il nuovo white paper realizzato dall’osservatorio sulla mobilità di Arval che raccoglie, razionalizza e sviluppa informazioni e analisi per raccontare i nuovi paradigmi della mobilità.

Il white paper di Arval Mobility Observatory si apre con uno sguardo rivolto allo scenario economico globale e italiano fornito dal BNL Economic Research.

Dopo il rallentamento del 2023 guidato dall’incertezza che ha frenato la spesa per investimenti, la previsione di un aumento del PIL inferiore all’1% nel 2024 è il risultato di una ripresa della crescita trimestrale nel corso dell’anno. Sempre per il 2024, le aspettative dei principali istituti internazionali convergono su una crescita attesa del PIL mondiale del 2,7% circa.

Al contributo di BNL, si aggiunge quello dell’Osservatorio Findomestic, secondo il quale nel 2023 si è registrata una crescita nei consumi di beni durevoli (veicoli, mobili e beni tecnologici) con un aumento in volume del +2,3% e in valore del +7%. Il singolo aggregato dei veicoli è arrivato a valere il 55% del totale, sostenuto dalle positive dinamiche del mercato auto, sia nuovo che usato.

Le proiezioni di Findomestic per il 2024 prevedono tuttavia un rallentamento nel ritmo di crescita dei consumi, a causa di un clima di perdurante incertezza su inflazione e potere d’acquisto che si riflette in un prolungamento delle riflessioni sulle intenzioni di spesa.

Per quanto riguarda il mercato automotive, nel white paper "ACT24" l’Arval Mobility Observatory evidenzia che il recupero di volumi di immatricolato nel 2023 rispetto al 2022 è in parte riconducibile al recupero di capacità produttiva delle Case auto, resa possibile dalla graduale risoluzione delle criticità della filiera produttiva. Non mancano però le problematiche legate alla logistica e la riduzione dell’offerta ha portato una revisione delle tariffe che in alcuni casi ha sfiorato il 300%.

L’inflazione ha ovviamente interessato anche i prezzi dei veicoli, evidenziando in Italia nel periodo 2019-2023, un aumento di oltre il 20%. I listini sembrano tuttavia aver raggiunto il picco e, dopo una certa stabilità nei primi mesi del 2024, i prezzi delle auto nuove potrebbero contrarsi nel loro valore di transazione del 3-5% nella seconda metà dell’anno, con effetto anche sulle quotazioni dell’usato.

ACT24 Automotive Country Trends 2024

Per quanto riguarda l’outlook 2024, il mercato automotive globale proseguirà la graduale ripresa con un anno in cui è attesa una produzione di veicoli in crescita del 3%. In Italia, dopo l’aumento delle immatricolazioni del 2023 (+19,3%) dovuta principalmente all’evasione di ordini degli anni precedenti, per il 2024 sono previste vendite in aumento di circa il 4%.

Un focus merita il tema della transizione energetica: in Italia le auto elettriche immatricolate nel 2023 sono state il 4,2% del totale, ben lontano da quanto avvenuto in altri paesi europei quali Olanda (oltre 30%), Germania (oltre 18%), UK (16,5%), Francia (circa 15%) e Spagna (circa 5%), e non si prevedono al momento cambiamenti significativi nel 2024.

Il mercato delle auto usate in Italia ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, condizionato dalla disponibilità e dal costo delle auto nuove. Questi stessi fattori, seppure calmierati, influiranno sul mercato anche nel 2024, con una crescita stimata intorno al 5-7% rispetto al 2023, sebbene l’aumento dei costi di manutenzione e il ritorno a una mobilità più condivisa potrebbero controbilanciare le forze di crescita della domanda di auto usate.

Massimiliano Abriola, Head of Consulting & Arval Mobility Observatory, ha dichiarato: "L’automotive industry è stata chiamata in questi anni a reagire, a mettere in campo nuove risorse e risalire le strade della ripresa. Il 2023, con il suo trend di crescita, ha dimostrato l’impegno e le capacità del settore di individuare e realizzare soluzioni per continuare a svolgere un ruolo primario di agente del cambiamento economico, sociale e ambientale. Il 2024 si apre con sfide complesse ma chiare e forse questa è l’eredità più importante dell’anno appena chiuso".

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