Auto elettriche, rivoluzione in Ue: una stazione di ricarica ogni 60km, ecco da quando

Giacomo Andreoli

28 Marzo 2023 - 16:54

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Consiglio e Parlamento Ue hanno trovato un primo accordo per le stazioni di ricarica delle auto elettriche: ce ne dovrà essere una ogni 60 km entro il prossimo 2026.

Le istituzioni europee (Commissione e Parlamento) hanno trovato un accordo per la realizzazione di massa sulle principali reti stradali dei Paesi dell’Unione delle stazioni di ricarica elettriche e a idrogeno per auto e mezzi pesanti.

Entro il prossimo 2026, quindi, dovrebbe essere realizzata una vera e propria rivoluzione green nel Vecchio Continente, con una stazione di ricarica per auto verdi ogni 60 km. Un obiettivo ambizioso, soprattutto per l’Italia, in linea con i già ambiziosi obiettivi in materia previsti dal Pnrr.

Per l’elettrico, quindi, l’Ue prevede una serie di nuovi incentivi da progettare nei prossimi anni, mentre i ministri europei dell’Energia hanno ratificato a maggioranza il regolamento sullo stop alla vendita di auto e moto alimentati a benzina e diesel nel 2035. Saranno esclusi i veicoli alimentati con carburanti e-fuel, mentre per ora rientrano i biocarburanti, ma su questo il governo Meloni è in pressing sulla Commissione Ue.

Auto elettriche, cosa prevede l’intesa Ue sulle stazioni di ricarica

In base all’intesa raggiunta le stazioni di ricarica per le auto elettriche dovranno essere installate ogni 60 km entro il 2026 sui principali assi stradali indicati nelle reti prioritarie dei trasporti europee.

Per i mezzi pesanti e gli autobus le stazioni di ricarica dovranno essere ogni 120 chilometri entro il 2028. Gli impianti di distribuzione dell’idrogeno dovranno invece essere installate ogni 200 chilometri entro il 2031. C’è la possibilità di eccezioni per i territori più svantaggiati, le isole e le strade con poco traffico.

Riuscirà l’Italia a costruire migliaia di colonnine di ricarica?

L’intesa, però, prima di diventare definitiva, dovrà ora essere esaminata ed approvata dagli ambasciatori dei 27 e dal Consiglio, nonché dalla commissione trasporti e della plenaria del Parlamento Ue. La domanda, però, sorge spontanea: riuscirà l’Italia a costruire migliaia di colonnine di ricarica?

Al momento Enel ha 500 mila punti di ricarica per auto elettriche: da Pnrr dovranno diventare 1,4 milioni nel 2025. Una media di oltre 800 punti di ricarica al giorno per tre anni consecutivi. Secondo l’amministratore delegato, Francesco Starace, quel dato considera sia i punti di ricarica pubblici lungo le strade, sia quelli privati e per questo sarà raggiungibile.

La battaglia del governo Meloni sui biocarburanti

Intanto continua la lotta del governo Meloni contro l’esecutivo Ue sui biocarburanti. “Ci adopereremo - ha detto il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, prima di astenersi sul regolamento con lo stop ai motori a benzina e diesel - nell’ambito delle procedure di approvazione degli atti legislativi indicati dalla Commissione europea, a far considerare anche i biocarburanti tra i combustibili neutri in termini di CO2

Consideriamo - ha aggiunto - che la previsione nella dichiarazione della Commissione dei soli carburanti sintetici rappresenti una interpretazione troppo restrittiva”. Soddisfatto dei risultati raggiunti, invece, il vicepresidente dell’esecutivo Ue, Frans Timmermans.

Il numero due della Commissione, in particolare, saluta le intese come “un passo importante verso la mobilità a emissioni zero. La direzione è chiara: nel 2035 auto e furgoni nuovi devono avere zero emissioni” e per questo bisogna sostenere l’elettrico. Si tratta, per Timmermans, di un “grande contributo alla neutralità climatica entro il 2050 e una parte fondamentale del Green Deal”.

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